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sabato 25 maggio 2013

Tesina

Non so se abbiate già sviluppato le vostre tesine, sì, voi maturandi.
Io alla mia una prima stesura l'ho già data e se qualcuno volesse scaricarla è libero di farlo!
Copiatela pure se ve la sentite (a breve posterò anche una presentazione) spero solo non frequentiate la mia scuola!

Il link per scaricarla: PDF - Word

E qui la Copertina



Liceo Scientifico 
A.B. Sabin
A.S. 2012/2013












How  Google works.
Tesina di Maturità








Scritta e argomentata da:
Riccardo Sibani


Introduzione.

Lo sviluppo di questa tesina che ad una prima letta potrebbe apparire eccessivamente semplice è in realtà molto più complessa in quanto prende in analisi le implementazioni storiche, filosofiche e artistiche di questa nuova società che si è manifestata all’alba delle seconda guerra mondiale.
Certamente il mondo del web ha portato un grande cambiamento nella nostra società e nel nostro stile di vita e mi è parso doveroso stillare un breve documento sul funzionamento interno del macrosistema web che a troppi è oscuro.
Questo materiale vuole portare alla luce la punta di un’iceberg di estreme dimensioni che per mancanza di tempo, di spazio e di facoltà l’autore non è riuscito ad esporre nella sua interezza. 
Ci sono ingenti quantità di denaro che gravitano attorno al nulla materiale o, per meglio dire, al virtuale. Il solo dominio google.com ha introiti per trentatré miliardi di dollari mal contati: è difficile fare stime sulla quantità di denaro che l’intero web mette in circolazione, impossibile poi se si vuol calcolare anche il “nero” e le vendite indirette.
Proprio le vendite indirette sono, ad avviso dell’autore, una fonte di guadagno estremamente ingente dato che siti i web delle singole aziende usano i propri domini come cataloghi per vendere soprattutto nei punti vendita fisici dislocati nel territorio.
Le implicazioni morali del trattato non sono state portate all’attenzione per una troppo lontana interdisciplinarità delle materie discusse. 
Il web è altresì il luogo dove le persone sono se stesse e possono, informarsi e consultare i dati che realmente interessa loro. Un noto rapper di nome Marracash nella canzone “Parole chiave” cita in rima le parole cercate nei computer di milioni di italiani e, ad ogni ritornello, ripete “una di queste sarà nel tuo motore di ricerca, ti conosce di più il tuo motore di ricerca, se guardassi chissà nel tuo motore di ricerca, tutta l’umanità è su un motore di ricerca” i metadati riportati ad ogni verso sono estremamente crudi e volgari e la formalità di questo scritto non mi permette di riportarli su carta stampata; lascio al lettore la curiosità intellettuale di ricercare il testo con una breve digitazione su internet.
Il messaggio che il cantante cerca di trasmette è la vibrante fragilità dell’uomo che  insegue risposte per sua natura e sul web è sufficientemente nudo e in sintonia da poter questionare riguardo i più intimi dubbi.
La libertà di espressione non dunque anche questo? Non vi è decisamente più libertà dietro un anonimo profilo? 
La risposta non può essere data perché sbagliata nella formulazione: nessuno è anonimo e la presunta invisibilità di cui ci forgiamo in modo convinto davanti ad uno schermo è forse più grave dell’anonimato stesso.

Vorrei concludere con una breve citazione di un professore di geografia che alla fine di questa tesina molto significherà come chiave di lettura: “Il mondo è fatto gerarchicamente”.


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